Regime forfettario: come funziona

Leggendo questo articolo troverai informazioni riguardo il regime forfettario partendo dall’apertura fino ad arrivare al pagamento delle tasse, ti illustreremo quali sono i requisiti per accedere a questo regime agevolato, come si fanno le fatture e quali sono i costi che dovrai affrontare. Troverai inoltre tutti i vantaggi, come ottenerli e degli esempi pratici per capire quante tasse pagherai nel regime forfettario.

Il regime forfettario è un regime fiscale introdotto per venire incontro ai lavoratori autonomi con un volume d’affari e un reddito limitato e per agevolare l’apertura di nuove attività con Partita IVA. Questo regime si adatta perfettamente alle nuove attività di lavoro autonomo grazie ad una imposizione fiscale agevolata che risulta essere la migliore presente nel panorama fiscale italiano e che permette alle nuove attività di iniziare il proprio percorso con dei costi limitati.

In regime forfettario è molto conveniente anche per le attività già in corso, che, se rientrano nei requisiti previsti, possono pagare meno tasse rispetto alla tassazione ordinaria.

Oltre che dal punto di vista dei costi, il regime forfettario permette di usufruire di vantaggi relativamente agli adempimenti amministrativi rendendo più snella la gestione burocratica della tua attività e vantaggi di tipo competitivo  (non dovrai applicare l’IVA) che permettono l’entrata e il posizionamento sul mercato più semplice.

Per accedere e mantenere questo regime di vantaggio sono previsti dei limiti di guadagno e altri requisiti che prevedono delle verifiche annuali dei requisiti. La perdita dei requisiti determina la fuoriuscita dal regime nell’anno successivo e il passaggio al regime ordinario con i conseguenti adempimenti burocratici oltre che il passaggio alla tassazione IRPEF ordinaria.

Requisiti regime forfettario 2022: come accedere e mantenerlo

Ora parleremo dei requisiti richiesti per accedere e mantenere il regime forfettario per poi scoprire grazie ad un semplice test se puoi adottarlo anche tu.

Il primo requisito da considerare riguarda il superamento del limite di 65.000€ di compensi incassati. Se superi questa soglia durante l’anno puoi dire addio al regime forfettario a partire dall’anno solare successivo.

E’ importante considerare che il limite di 65.000€ deve essere riproporzionato ai giorni di attività dalla data dell’apertura della Partita IVA e che vengono considerati solo i compensi incassati.

Facciamo un esempio pratico per spiegare meglio la casistica:

Esempio 1) anno intero

Partita IVA Aperta come Web Designer in data 1 Gennaio 2021 e ancora aperta al 31 Dicembre 2021: vale il limite dei 65.000€

Esempio 2) apertura partita IVA in corso d’anno

Partita IVA aperta come Avvocato in data 1 Settembre e ancora aperta al 31 Dicembre il limite da tenere in considerazione non è più 65.000 €  ma questo va riproporzionato per i giorni di effettiva attività.

Considerando che:

  • 65.000€ è il limite massimo previsto dal Regime Forfettario
  • 365 è il numero di giorni dell’anno
  • 122 è il numero di giorni di effettiva attività

limite da considerare è calcolato nel seguente modo:

(65.000€/365)x122= 21.726 €

Quindi il limite da tenere in considerazione in questo caso è di 21.726 euro.

Il secondo requisito è legato al percepimento di redditi da lavoro dipendente.

Hai un reddito da lavoro dipendente ma vuoi anche aprire una Partita IVA per svolgere un’attività di lavoro autonomo in regime forfettario? Non ci sono problemi, puoi farlo, ecco come:

Per adottare il regime forfettario il reddito annuo lordo (conosciuto anche come RAL) che trovi sul tuo contratto di lavoro dipendente non deve superare i 30.000€. In questo caso non è necessario fare calcoli per riproporzionare l’importo in base ai mesi di contratto ma ricordati che dovrai considerare anche i premi di risultato per verificare il superamento di questo limite. Questa regola non viene applicata se termini il rapporto di lavoro e non ne intraprendi uno nuovo prima di fine anno .

Rimaniamo in tema di Partita IVA e lavoro dipendente per evidenziare che nonostante sia possibile mantenere anche un rapporto di lavoro subordinato in parallelo con la propria attività di lavoro autonomo, non è consentito, ai fini del mantenimento del regime forfettario, fatturare in misura prevalente al proprio datore di lavoro o ad un ex datore di lavoro con il quale il rapporto è terminato da meno di due anni.

Nella pratica vuol dire che se la somma delle fatture che hai emesso verso il tuo datore di lavoro o  il tuo ex datore di lavoro superano il 50% dei tuoi compensi dovrai abbandonare il regime forfettario a partire dall’anno successivo.

Inoltre se avrai bisogno di collaboratori per la tua attività è necessario sapere che ai fini del mantenimento del regime forfettario  i compensi erogati ai tuoi collaboratori (subordinati o parasubordinati) non devono superare i 20.000 € lordi.

Costituisce causa di esclusione la partecipazione in società di persone (Ss, Sas  e Snc) e imprese familiari.

Riguardo invece le società di capitali (SPA, SRL e SAPA). Se hai partecipazioni di controllo diretto o indiretto in società che svolgono attività riconducibile alla tua, per evitare di essere escluso dal regime forfettario non devi emettere fatture verso queste società per più del 50% del tuo fatturato totale.

Nella pratica vuol dire che se ad esempio sei un consulente di web marketing e hai partecipazioni maggioritarie dirette (possiedi il 50% delle quote societarie) o indirette (tu possiedi il 20% e i tuoi genitori possiedono il 35% > totale 55%) che ti permettono di esercitare il controllo sulle decisioni di una società di capitali che svolge attività nel tuo stesso ambito, le eventuali fatture che emetti verso questa società non devono superare la metà dei tuoi compensi totali, pena l’esclusione dal regime forfettario.

Ora passiamo al pratico! Scopri se hai i requisiti per accedere al regime forfettario nel 2022 seguendo questo semplice test.

Se la risposta ad una delle domande è SI, potresti essere escluso dal regime forfettario, ma per sicurezza visto i tanti casi particolari, ti sarà utile chiedere una consulenza specifica per il tuo caso, puoi farlo qui

Sei residente all’estero? SI/NO

L’anno scorso hai incassato fatture per più di 65.000€? SI/NO

L’anno scorso hai percepito un reddito da lavoro dipendente superiore a 30.000€ lordi? SI/NO

L’anno scorso hai acquisito quote di una società di persone? SI/NO

Lo scorso anno hai emesso fatture a SRL di cui sei socio o di cui sono soci tuoi parenti? SI/NO

Lo scorso anno hai emesso fatture ad un tuo vecchio datore di lavoro? SI/NO

Se hai risposto NO a tutte le precedenti domande possiamo dire che hai già un piede nel regime forfettario.

Per poter valutare al meglio il tuo caso in tutti i dettagli ti consigliamo di prendere un appuntamento per una consulenza gratuita con i nostri esperti che sapranno consigliarti entrando nello specifico della tua situazione.

Vantaggi regime forfettario

Finora abbiamo parlato del regime forfettario come un regime fiscale ampiamente vantaggioso, ma quali sono nella pratica i reali vantaggi che puoi ottenere adottando questo regime per la tua attività?

Ora scoprirai tutti i possibili vantaggi che puoi trarre dall’applicazione del regime forfettario.

Innanzitutto parliamo di un regime a tassazione agevolata che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva  del 5%, per un massimo di 5 anni, in caso di nuove attività o del 15% per le attività già esistenti. Queste percentuali a differenza dell’imposizione ordinaria (IRPEF) si applicano senza mai variare qualunque sia il volume dei compensi incassati.

L’imposta sostitutiva è un imposta che viene applicata ad alcuni redditi in sostituzione dell’imposta ordinaria a cui quei redditi avrebbero dovuto essere assoggettati. In questo caso l’imposta ordinaria sostituita è l’IRPEF.

Considerando che la tassazione ordinaria è strutturata a scaglioni di reddito e parte da una percentuale minima del 23% che si incrementa all’aumentare del reddito è intuitivo capire che il regime forfettario offre un grande vantaggio da questo punto di vista soprattutto se parliamo di attività di nuova apertura.

Il regime forfettario ha inoltre introdotto il concetto di coefficiente di redditività, ovvero una percentuale che viene assegnata in base alla tipologia della tua attività (individuata con i cosiddetti codici ATECO) e determina la percentuale dei compensi sulla quale devono essere calcolate le tasse.

Ora vediamo insieme come funziona questo meccanismo, non preoccuparti se ti sembra complesso perché con l’esempio successivo ti sarà tutto più chiaro.

Attraverso i coefficienti di redditività lo Stato individua in modo forfettario le spese presunte di ogni attività che non andranno conteggiate ai fini delle tasse. Ciò vuol dire che anche se non hai costi legati alla tua attività verrà sottratta una percentuale fissa dai tuoi ricavi che non verrà tassata. Questo vantaggio si concretizza in modo più evidente soprattutto per coloro che hanno pochi costi legati alla propria attività e che quindi in un regime ordinario avrebbero poche spese da “scaricare”.

Facciamo un esempio così da capire facilmente come funziona.

Immaginiamo che tu voglia intraprendere l’attività di fotografo, il coefficiente di redditività legato alla tua attività è del 78%. Il restante 22%(100-78=22) viene considerato dallo Stato come costi legati alla tua attività (anche se tu non ne hai o ne hai di meno/di più). Quindi le tasse verranno calcolate sul 78% del totale da te incassato.

Un altro vantaggio del regime forfettario è quello competitivo grazie alla mancata applicazione dell’IVA in fattura. Ciò significa che i prezzi che hai deciso per i tuoi prodotti o i tuoi servizi non dovranno essere maggiorati dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), che normalmente  equivale al 22%.  Ciò permette alle nuove attività di posizionarsi sul mercato con i propri prodotti adottando prezzi convenienti senza importanti rinunce dal punto di vista dei ricavi.

Ad esempio:

Marco applica il regime ordinario, il prezzo del suo prodotto è di 22€, dovrà venderlo al suo cliente a 26,84 € ovvero 22€ + 22% di IVA.

Tu che applichi il regime forfettario potrai vendere il tuo prodotto semplicemente a 22 €

I clienti, percependoti come più economico, sceglieranno te piuttosto che Marco.

Non dover applicare l’IVA in fattura, non solo costituisce un vantaggio competitivo ma anche un vantaggio in termini di adempimenti amministrativi in quanto non sarà necessario effettuare la dichiarazione IVA e il versamento trimestrale.

Ora che conosci tutti i vantaggi che offre il regime forfettario puoi scoprire come sfruttarli al meglio per la tua attività chiedendo una consulenza gratuita ad AG Advisory che ti darà tutti i dettagli basati sul tuo caso specifico.

Tassazione regime forfettario: come funziona e costi

Siamo arrivati all’argomento più interessante che risponde alla domanda che sicuramente ti sarai posto molte volte : quante tasse pagherò se inizio la mia attività con una Partita IVA in regime forfettario? Nei prossimi paragrafi troverai la  risposta.

Differenza tra tasse e contributi previdenziali

Prima di passare ai calcoli è opportuno fare chiarezza specificando che oltre alle tasse (di cui abbiamo già parlato nei paragrafi precedenti), aprendo un’attività di lavoro autonomo,  dovrai pagare anche i contributi previdenziali.

I contributi previdenziali sono i soldi che devi versare alla cassa previdenziale per creare la tua pensione.

La percentuale contributiva da versare annualmente viene determinata da ogni cassa previdenziale e può prevedere delle agevolazioni per i giovani e/o chi sta iniziando la propria attività da lavoratore autonomo e per coloro che svolgono in parallelo un’attività di lavoro subordinato.

Allo stesso modo ogni cassa previdenziale prevede diverse scadenze per l’invio della dichiarazione contributiva e il pagamento dei contributi previdenziali in forma di saldo e acconto. Non preoccuparti, in seguito faremo degli esempi in base alle varie casse previdenziali e potrai comprendere meglio la differenza.

Riassumendo, i contributi previdenziali sono i soldi  che versi (all’INPS o ad altra cassa previdenziale specifica) per la tua futura pensione, mentre le tasse sono una percentuale del tuo guadagno che versi allo Stato per contribuire alle spese per l’erogazione dei servizi utili alla collettività (come polizia, giustizia, illuminazione e manutenzione delle strade etc.)

Calcolo tasse regime forfettario

Come si calcolano le tasse in regime forfettario? Per rispondere a questa domanda dobbiamo richiamare il concetto di Coefficiente di Redditività visto nei paragrafi precedenti,  che risulta fondamentale per il calcolo dell’imposta sostitutiva.

Per procedere ci servirà sapere:

  1. il coefficiente di redditività legato al codice ATECO dell’attività scelta (consulta la tabella dei coefficienti di redditività per verificare quello legato al tuo ATECO)
  2. quanto hai incassato durante l’anno
  3. l’importo dei contributi che hai pagato l’anno precedente (se è il primo anno di attività, questo punto non è necessario)

Una volta raccolti tutti i dati possiamo passare al calcolo punto per punto:

Prendiamo di nuovo come esempio il nostro fotografo.

1) Moltiplichiamo l’importo degli incassi per la percentuale del coefficiente di redditività, che in questo caso corrisponde al 78%, ottenendo l’imponibile lordo

Il fotografo ha incassato 10.000€, lo moltiplico per il mio coefficiente di redditività (78%)

10.000€*78%=7.800 € questo è l’imponibile lordo

2) Sottraiamo dall’imponibile lordo i contributi previdenziali versati l’anno precedente ottenendo quello che viene chiamato imponibile netto

7.800€ – 1000€= 6.800€ questo è l’imponibile netto

3) Moltiplica l’imponibile netto per la percentuale di tassazione del 5% o del 15% a seconda che tu abbia aperto una nuova attività o abbia solo cambiato regime fiscale con una partita IVA già esistente. In questo modo otterrai l’importo delle tasse da pagare

6.800€*5%=340 € importo del saldo delle tasse da pagare

I contributi da versare si calcolano come segue: 

prendiamo  l’imponibile (ottenuto applicando il coefficiente di redditività) e lo moltiplichiamo per la percentuale contributiva GS INPS prevista per il 2022 ottenendo così l’importo da versare come saldo contributi previdenziali per il 2022

7.800*26,49%= 2.66,22 € contributi a saldo 2022

Calcolo contributi previdenziali regime forfettario

Il regime forfettario prevede delle riduzioni relativamente al pagamento dei contributi previdenziali della cassa Artigiani e Commercianti. La minor percentuale di contributi previdenziali da pagare è stabilita con una percentuale del 35%. Al fine di poter accedere a questa agevolazione è necessario presentare domanda all’INPS tramite apposita procedura online.

E’ importante sottolineare che la riduzione del pagamento dei contributi incide poi sulla somma accantonata ai fini della pensione. Nella pratica un accantonamento minore di contributi andrà ad incidere sulla tua pensione futura.

Costi aggiuntivi regime forfettario

Fin qui abbiamo visto i costi che dovrai sostenere in termini di tasse e contributi. Ora ti chiederai: ci sono altri costi che devo conoscere prima di intraprendere la mia avventura nel mondo della Partita IVA?

La risposta dipende dall’attività che intendi intraprendere. Se hai intenzione di aprire un’attività che richiede l’apertura di una ditta individuale (ad esempio un e-commerce o vuoi fare la parrucchiera) devi tenere conto dei costi delle pratiche di apertura ditta e comunicazione agli enti competenti, solitamente intorno ai 200€ per partire.  Indipendentemente dall’attività che svolgi dovrai rivolgerti ad un commercialista per la compilazione e l’invio della dichiarazione dei redditi oltre che per chiedergli consulenza e per ottenere informazioni in merito alle novità fiscali e agli eventuali bonus o agevolazioni a cui puoi accedere.

A tale proposito devi sapere che AG Advisory, oltre a mettere a disposizione un portale per gestire la tua fatturazione e dei tuoi adempimenti  e tenere sotto controllo la previsione delle tue tasse ,in  modo semplice e intuitivo, ti offre il supporto di un consulente fiscale dedicato e la dichiarazione dei redditi. Scopri la nostra offerta nei dettagli prenotando una consulenza gratuita con i nostri esperti.

Regime forfettario: cosa si può scaricare?

Un’altra domanda molto comune che ci si pone aprendo un’attività in partita IVA è: posso scaricare i costi della mia attività? O più in generale: cosa posso scaricare con la mia partita IVA? Nei paragrafi precedenti abbiamo parlato di coefficiente di redditività, questo concetto sta alla base del regime forfettario perché, come dicevamo con questo meccanismo vengono determinati forfettariamente i costi che si possono “scaricare” e che di conseguenza non vengono considerati ai fini del calcolo delle tasse.

Proprio perché viene applicato il principio di determinazione dei costi in modo forfettario non conta che tu non abbia effettivamente sostenuto delle spese per la tua attività perché al fine del calcolo delle tasse verrà sottratta una percentuale fissa determinata in base al tuo settore di riferimento. Unica eccezione viene fatta per i contributi previdenziali che, come abbiamo visto nell’esempio del calcolo delle tasse, vengono sottratti dalla base imponibile sul quale si applica la percentuale d’imposta. Quindi se adotti il  regime forfettario non sarà necessario farti fare la fattura per l’acquisto degli strumenti utili per lo svolgimento tua attività perché non puoi “scaricare” questi costi.

Siamo arrivati alla fine di questo percorso di conoscenza del regime forfettario. Hai appreso i concetti di base per poterti orientare in questo regime ma ricordati che  per fare le scelte più adatte alla tua attività e per sfruttare al meglio le opportunità che questo regime di vantaggio mette a disposizione è opportuno fare un approfondimento con un esperto del settore.

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AG Advisory offre un servizio professionale, anche in modalità online, di consulenza fiscale e contabile

E’ consigliato, per la raccolta dettagliata della documentazione online, un accesso allo SPID personale.


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Aprire Partita IVA

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai intenzione di aprire Partita IVA nel breve termine.

Magari svolgi già un’attività, anche se ancora in modo occasionale, e vorresti trasformarla in un lavoro continuativo, oppure l’azienda con cui collabori ti ha chiesto di instaurare un rapporto a lungo termine. O, ancora, hai terminato il tuo percorso di studi, hai superato l’esame di abilitazione e, adesso, vorresti iniziare ad esercitare la tua professione di Avvocato, Medico, Psicologo, Ingegnere, ecc., iscrivendoti regolarmente all’Albo nella tua provincia.

Insomma, come vi sono tanti motivi per aprire Partita IVA, è anche normale avere tante preoccupazioni a riguardo. Quanto pagherò di tasse? Riuscirò a far fronte a tutte le spese? Quanto costa aprire Partita IVA?

Se ti stai ponendo simili domande, questo articolo fa esattamente al caso tuo: ti spiegheremo come aprire Partita IVA, quali sono le spese da sostenere e a quanto ammontano le imposte e i contributi previdenziali.

Niente paura, dunque, perché entrare nel mondo del lavoro autonomo è molto più facile del previsto!

Leggi tutto “Aprire Partita IVA”

Come mettersi in proprio

Come mettersi in proprio senza paura del fisco

Mettersi in proprio per fondare un’azienda o diventare libero professionista è il sogno di tanti lavoratori dipendenti e di altrettanti giovani alla prima esperienza lavorativa.

Le motivazioni che spingono ad avviare un’attività imprenditoriale sono le più svariate: la necessità di inventarsi il lavoro, migliorare le condizioni economiche, il desiderio di indipendenza, la volontà di fare la differenza in ambito sociale, assecondare le proprie passioni personali e la creatività.

Leggi tutto “Come mettersi in proprio”

Flat Tax artigiani

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Flat Tax artigiani: vantaggi

Se accedi al Regime forfettario puoi usufruire di diversi vantaggi sia dal punto di vista contabile che fiscale, in quanto:

  • sei esonerato dall’obbligo della fatturazione elettronica;
  • non devi applicare l’Iva nelle fatture che emetti (tuttavia non potrai detrarti l’Iva dai tuoi acquisti);
  • non devi applicare la ritenuta d’acconto (tranne nei confronti dei tuoi lavoratori dipendenti);
  • puoi non registrare le fatture e i corrispettivi;
  • sei soggetto a un’unica imposta sostitutiva al 15% o al 5%, che sostituisce Irpef, addizionali regionali e comunali, ed eventuale Irap.

Flat Tax artigiani: imposta sostitutiva

Vediamo come funziona l’imposta sostitutiva in Regime forfettario.

In Regime forfettario il reddito imponibile non si ottiene sottraendo i costi sostenuti ai ricavi, come avviene in Regime ordinario.

Si applica invece un coefficiente di redditività, ossia una percentuale che varia a seconda del Codice ATECO assegnato alla tua attività, ai ricavi che hai conseguito.

In Regime forfettario vengono quindi riconosciute spese forfettarie, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute.

Al reddito imponibile così ottenuto andrai ad applicare l’imposta sostitutiva al 15% o al 5%.

Quando posso applicare l’imposta sostitutiva al 5%?

L’imposta sostitutiva ridotta al 5% è possibile applicarla per i primi cinque anni di attività, se si rispettano determinati requisiti.

NB: non sono previsti limiti di età per poter usufruire dell’aliquota ridotta al 5%.

I requisiti sono:

  • non devi aver svolto nei tre anni precedenti una qualsiasi attività di impresa;
  • non devi avere già svolto la stessa attività in precedenza, neanche sotto forma di lavoro dipendente;
  • se rilevi un’attività già avviata da un terzo soggetto, tale attività non deve aver superato il limite di 65.000 euro di ricavi nell’anno precedente.

Se non rispetti anche solo una di queste condizioni dovrai applicare l’aliquota al 15%.

Per approfondire: Regime forfettario imposta sostitutiva 5 %.

Flat Tax artigiani: contributi Inps

I contributi che un Artigiano deve pagare in Regime forfettario, così come anche in Regime ordinario, sono stabiliti dalle regole della Gestione Artigiani Inps.

La Gestione Artigiani Inps comporta di dover pagare contributi fissi (indipendentemente dall’ammontare di Reddito conseguito) che per il 2019 sono pari a 3.818,16 euro, calcolati su un Reddito minimale pari a 15.878 euro.

Oltre ai contributi fissi, dovrai pagare eventualmente i contributi eccedenti il minimale, applicando l’aliquota del 24% sulla parte di Reddito lordo che dovesse superare i 15.878 euro.

Per approfondire l’argomento dei contributi, guarda il nostro articolo: Contributi Inps con Partita Iva.

Per gli Artigiani in Regime forfettario, tuttavia, è possibile usufruire di una riduzione del 35% dei contributi da versare (sia fissi che eccedenti il minimale), facendone apposita richiesta all’Inps.

Approfondisci qui: Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti.

Flat Tax artigiani: esempio imposta sostitutiva e contributi Inps

Giuseppe, parrucchiere, avendone i requisiti decide di usufruire del Regime forfettario per il 2019.

Nel 2019 Giuseppe consegue 30.000 euro di ricavi.

Il coefficiente di redditività previsto per la sua attività è del 67%.

NB: ipotizziamo che Giuseppe abbia versato nel 2019 contributi pari a 5.000 euro (unica spesa deducibile in Regime forfettario), tralasciando per semplicità il meccanismo del saldo e degli acconti.

NB: ipotizziamo che Giuseppe non usufruisca né dell’aliquota ridotta al 5%, né della riduzione dei contributi Inps del 35%.

Ricavi: 30.000 euro

Coefficiente di redditività: 67%

Reddito imponibile lordo: 20.100 euro (30.000 x 67%)

Contributi versati nel 2019: 5.000 euro

Reddito imponibile netto: 15.100 euro (20.100 – 5.000)

Imposta sostitutiva al 15%: 2.265 euro (15.100 x 15%)

Contributi fissi Inps: 3.818,16 euro

Contributi Inps eccedenti il minimale (15.878): 1.013,28 euro ((20.100 – 15.878) x 24%)

Se hai bisogno di ulteriori informazioni riguardanti il Regime forfettario o la Flat Tax 2020, puoi contattarci.

Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti

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Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti

Se rientri nel Regime forfettario, avrai diritto a tutta una serie di vantaggi che possono agevolare non poco la tua attività con Partita Iva, grazie alla riduzione dei contributi. Principalmente per la categoria Artigiani e Commercianti.

All’interno di questo articolo ci soffermeremo su un vantaggio in particolare: i contribuenti che svolgono attività soggette all’obbligo di iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti che si avvalgono del Regime forfettario hanno la possibilità di avere una riduzione del 35% sui contributi Inps da versare.

Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti: chi ne ha diritto?

Ti starai chiedendo: è sufficiente rientrare nel Regime forfettario per poter usufruire di questa agevolazione?

La risposta purtroppo è no, in quanto per poter usufruire di questa agevolazione sui contributi dovrai per forza svolgere attività soggetta obbligatoriamente all’iscrizione presso la Gestione Artigiani e Commercianti.

Pertanto, se l’attività da te svolta è soggetta obbligatoriamente all’iscrizione presso una Cassa previdenziale dedicata ad una determinata professione o alla Gestione Separata Inps, non potrai usufruire di questa riduzione dei contributi.

Bisogna precisare che non è necessario che la tua Partita Iva sia appena stata aperta per poter beneficiare di questa agevolazione.

Ne potrai usufruire anche nel caso in cui passi al Regime forfettario dal Regime ordinario o semplificato (ovviamente la tua attività deve essere soggetta all’obbligo di iscrizione presso la Gestione Artigiani e Commercianti).

Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti: in che cosa consiste

Se l’attività da te svolta è soggetta obbligatoriamente all’iscrizione presso la Gestione Artigiani e Commercianti e allo stesso tempo rientri nel Regime forfettario, hai la possibilità di poter usufruire di una riduzione del 35% dei contributi Inps da versare.

Tale riduzione non è riservata solamente alle nuove Partite Iva, ma possono usufruirne anche coloro che hanno già Partita Iva attiva e adottano per la prima volta il Regime forfettario.

Tale riduzione dovrai applicarla sull’ammontare complessivo (somma della parte fissa e della parte percentuale) dei contributi che dovrai versare in un determinato anno.

N.B.: Questa riduzione ti farà risparmiare sui contributi che andrai a versare anno dopo anno, ma comporta anche uno svantaggio: la Gestione Artigiani e Commercianti calcolerà l’anzianità contributiva sulla base dei contributi che verserai complessivamente.

Ciò significa che se usufruisci della riduzione del 35% dei contributi, sarai tenuto a versamenti contributivi inferiori rispetto a quelli previsti ordinariamente, di conseguenza anche i mesi che ti saranno accreditati ai fini pensionistici risulteranno a loro volta inferiori (proporzionalmente all’agevolazione di cui hai usufruito*).

*L’applicazione di tale riduzione, nel caso in cui non si arrivi a versare l’importo del contributo minimale (circa 3.800 euro) comporta l’accreditamento ridotto delle settimane (da 52 settimane a 33,8) ai fini pensionistici.

Invece, qualora applicando la riduzione del 35% dei contributi si andrà comunque a versare la quota di contributo minimale (circa 3.800 euro), non verranno ridotte le settimane accreditate nell’anno, che saranno 52 nonostante la richiesta di riduzione.

Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti: come richiederla

Se rientri nel Regime forfettario e la tua attività è soggetta all’obbligo di iscrizione presso la Gestione Separata degli Artigiani e dei Commercianti, potrai usufruire della riduzione del 35% dei contributi complessivi che dovrai versare.

Dovrai, però, fare attenzione, in quanto questa riduzione non verrà applicata automaticamente dall’Inps ma dovrai compilare per via telematica un apposito modulo di richiesta.

Con la circolare n. 22 emessa dall’Inps in data 31 gennaio 2017, è stato disciplinato che questa agevolazione ti sarà riconosciuta automaticamente qualora nell’anno precedente godevi già di tale agevolazione e possiedi ancora i requisiti per poterne usufruire.

Invece, qualora non rientravi nel Regime forfettario nell’anno precedente, per poter usufruire della riduzione del 35% dei contributi da versare, dovrai compilare per via telematica il modulo di richiesta, che troverai nella tua area personale Inps all’interno del “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti”.

Per poter richiedere tale riduzione del 35% si devono eseguire i seguenti passaggi:

  • Entrare nella pagina Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti;
  • Domande telematizzate (menù a sinistra);
  • Nel menù a tendina scegliere Regime agevolato > adesione;
  • Si apre la domanda e si procede con il suo invio.

Questa richiesta dovrà essere presentata a partire da gennaio ed entro il 28 febbraio di ogni anno.

Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti: il nostro servizio

Se sei interessato all’apertura della tua Partita Iva e della gestione della contabilità della tua attività per l’anno in corso contattaci.

Regime forfettario per fotografi

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Fotografi e Regime Forfettario

Se sei un fotografo con Partita Iva individuale puoi decidere di adottare il Regime Forfettario, ottenendo così numerosi vantaggi e semplificazioni di tipo contabile e fiscale. Tale Regime ti permette di semplificare la parte burocratica della tua attività, in modo che tu possa concentrarti pienamente sul tuo lavoro e sui tuoi clienti.

Inoltre, grazie alla sua aliquota d’imposta al 15% o al 5% (ma in presenza di determinate condizioni), risulta essere, almeno sulla carta, il Regime più vantaggioso tra quelli previsti dal sistema tributario italiano. Per poter adottare il forfettario, devi però rispettare diversi requisiti di accesso.

Codice ATECO per fotografi

Il codice ATECO è il codice alfanumerico che devi scegliere nel momento in cui apri Partita Iva come fotografo, comunicandolo all’Agenzia delle Entrate. Ogni attività possiede un codice ATECO (o “codice attività”) differente. Per la tua attività di fotografo, i principali codici ATECO sono:

74.20.12 – attività di riprese aeree nel campo della fotografia
74.20.11 – attività di fotoreporter
74.20.19 – attività degli studi fotografici e attività di ripresa di ogni genere
74.20.20 – attività degli studi fotografici per lo sviluppo e stampa conto terzi

È molto importante scegliere il corretto codice ATECO, soprattutto perché ad ognuno di essi è associato un differente coefficiente di redditività, di cui ti parleremo nel prossimo paragrafo.

Calcolo dell’imposta per fotografi in Regime forfettario

Per determinare l’imposta sostitutiva è necessario introdurre il concetto di “coefficiente di redditività”. Come ti anticipavamo nel paragrafo precedente, ad ogni codice ATECO è associato un determinato coefficiente di redditività. Per la tua attività di fotografo, tale coefficiente è pari al 78%. Quest’ultimo è fondamentale per calcolare l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali obbligatori che andrai a versare.

Applicando il coefficiente di redditività ai ricavi conseguiti a fine anno, ottieni il reddito imponibile lordo, il quale diventa reddito imponibile netto una volta che deduci i contributi obbligatori versati durante l’anno in corso. Sul reddito imponibile netto si applica l’aliquota d’imposta al 15% (o al 5%, in alcuni casi) e si determina così l’importo da versare.

Esempio:

Ricavi: 42.000
Coefficiente di redditività: 78%
Contributi obbligatori versati: 8.000 €
Reddito imponibile lordo: 32.760 € (42.000 x 78%)
Reddito imponibile netto: 24.760 € (32.760 – 8.000)
Imposta dovuta allo Stato: 3.714 € (24.760 x 15%).

Contributi INPS per fotografi in Regime forfettario

Oltre al pagamento dell’imposta sostitutiva, il Regime Forfettario prevede il versamento dei contributi previdenziali obbligatori. Come fotografo sarai soggetto al versamento dei contributi obbligatori:

  • alla Gestione Artigiani e Commercianti se svolgi un’attività di tipo artigianale/commerciale. Questa Gestione previdenziale prevede un contributo fisso annuale di circa 3.800 euro fino al reddito minimale di 15.878 euro. Pertanto, anche se non produrrai alcun ricavo, sarai obbligato a versare circa 3.800 euro all’anno. Oltre i 15.878 euro, si applica un’aliquota pari a circa il 24%.

Esempio:

Ricavi: € 21.000
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito: € 16.380 (21.000 x 78%)
Contributi Fissi Artigiani e Commercianti: € 3.800
Contributi oltre il reddito minimale: € 120,48 (16.380 – 15.878 x 24%)
Contributi totali (contributi fissi + contributi oltre il minimale): € 3.920,48

N.B.: Puoi richiedere inoltre la riduzione del 35% sui contributi INPS da versare.

  • Alla Gestione Separata Inps se ti configuri come libero Professionista, e sarai soggetto al versamento del 25,72% dei contributi sul reddito imponibile lordo, senza alcun fisso annuale.

Esempio:

Ricavi: € 21.000
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito: € 16.380 (21.000 x 78%)
Contributi Gestione Separata: € 4.212,93 (16.380 x 25,72%).

Contributi Inps 2020 Artigiani e Commercianti

Artigiani e Commercianti: aliquote contributi Inps 2020

Con la circolare n.28 del 17 febbraio 2020, l’Inps rende note le aliquote per la contribuzione di Artigiani e Commercianti iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti per il 2020.

Rispetto al 2019 sono variati il reddito minimale e l’ammontare dei contributi fissi dovuti.

Nel paragrafo seguente analizziamo le regole principali della Gestione Artigiani e Commercianti Inps e nei successivi andremo ad illustrare nel dettaglio le aliquote dei contributi Inps 2020 con relativi esempi.

Leggi tutto “Contributi Inps 2020 Artigiani e Commercianti”

Regime Forfettario per youtubers

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Regime Forfettario per youtubers

Negli ultimi anni, con l’avvento della tecnologia sono sempre più le nuove attività nate, come ad esempio quella di Youtuber, Streamer o Gamer. In questo articolo analizzeremo il Regime fiscale se pubblichi video su Youtube, puoi scegliere per regolarizzare i tuoi guadagni.

Il Regime forfettario è il Regime fiscale più vantaggioso in Italia, non solo grazie ad un’aliquota di imposta più bassa (15% o addirittura 5%) rispetto a quelle previste dal Regime ordinario, ma anche grazie a numerose semplificazioni di tipo contabile e fiscale.
Se hai una Partita Iva come youtuber, puoi decidere di adottare tale Regime, a patto che tu rispetti determinati requisiti.
Nei prossimi paragrafi vedremo quale codice ATECO è maggiormente indicato per la tua attività di youtuber, così come ti illustreremo alcuni esempi di calcolo dell’imposta e dei contributi previdenziali obbligatori.

Codice ATECO per youtubers

Quando decidi di aprire Partita Iva come youtuber, dovrai seguire alcuni passi per comunicare correttamente la tua volontà di dare vita ad una nuova attività individuale.
Un passaggio fondamentale consiste nel recarsi agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate e presentare il Modello AA9/12, al fine di indicare quale codice ATECO scegli per la tua attività di youtuber.

Il codice ATECO è un insieme di caratteri alfanumerici che identifica ogni specifica attività svolta con Partita Iva. Per l’attività di youtuber dovrai utilizzare il seguente:

  • 73.11.02 “servizi pubblicitari su web”

È molto importante scegliere il corretto codice ATECO, soprattutto perché ad ognuno è associato un differente coefficiente di redditività, di cui ti parleremo nel prossimo paragrafo.

Calcolo dell’imposta per youtubers in Regime forfettario

Il coefficiente di redditività è la percentuale che viene applicata ai ricavi al fine di determinare il reddito imponibile sul quale si calcola imposta e contribuzione obbligatoria.
Nel tuo caso, il coefficiente di redditività per un youtuber è pari al 78%. Questo significa che il tuo reddito su cui applicare l’aliquota di imposta è pari al 78% dei tuoi ricavi.
Infatti, applicando il coefficiente di redditività ai ricavi (coefficiente di redditività x ricavi) si ottiene il reddito imponibile lordo.

Da questo si deducono i contributi obbligatori versati nell’anno, ottenendo il reddito imponibile netto. Su quest’ultimo si applica l’aliquota di imposta al 15% (o al 5%, per determinati soggetti) per determinare l’importo in euro da versare allo Stato a titolo di imposta sostitutiva.

Esempio:
Ricavi: 13.000
Coefficiente di redditività: 78%
Contributi obbligatori versati: 2.000 €
Reddito imponibile lordo: 10.140 € (13.000 x 78%)
Reddito imponibile netto: 8.140 € (10.140 – 2.000)
Imposta 15%: 1.221 € (8.140 x 15%).

Contributi INPS per youtubers in Regime forfettario

Oltre al pagamento dell’imposta sostitutiva, il Regime Forfettario prevede il versamento dei contributi previdenziali obbligatori. Essendo uno youtuber, risulti essere un Commerciante e di conseguenza dovrai versare i contributi obbligatori alla Gestione Commercianti INPS. Ti mostriamo il meccanismo di calcolo dei contributi obbligatori per i contribuenti che devono fare riferimento alla Gestione Commercianti:

  • Per la parte di reddito compresa tra 0 e 15.878,00 euro di reddito (il cosiddetto “reddito minimale”) esiste una contribuzione fissa pari a 3.832,45 euro. Quindi, un commerciante che non produce reddito sarà comunque obbligato al versamento di 3.832,45 euro a titolo di contributi previdenziali obbligatori (in 4 rate fisse).
  • Sul reddito eccedente il minimale (fino a 47.143,00 euro) si applica un’aliquota del 24,09%.
  • Sul reddito compreso tra 47.143,01 e 78.572,00 euro, vi è l’applicazione di un’aliquota pari al 25,09%.

N.B: 78.752,00 è l’importo oltre il quale non si versano più i contributi (reddito massimale). Per i lavoratori iscritti al sistema pensionistico a partire dal 1° Gennaio 1996, il massimale è pari a 102.543,00 euro.

Esempio:
Ricavi: 25.000 €
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile: 19.500 €
Contribuzione fissa: 3.832,45 €
Contribuzione eccedente il minimale: 872,54 € (19.500 – 15.878 x 24,09%).

Regime forfettario imposta sostitutiva 5 %

Il Regime forfettario prevede per i suoi contribuenti, un’imposta sostitutiva del 15%.

In alcuni casi, se si rispettano determinate caratteristiche che analizzeremo in seguito, l’aliquota  del 15% può essere ridotta al 5% per i primi 5 anni in cui si inizia un’attività con Partita Iva.

Regime forfettario imposta sostitutiva 5 %: chi ne ha diritto

In linea generale, la riduzione dell’aliquota del 5% è dedicata a tutte quelle attività che vengono aperte da titolari che non le hanno mai svolte prima.

Il Legislatore ha voluto incentivare l’apertura di Partite Iva per tutte quelle persone che vogliono iniziare una nuova attività, di cui mai si sono occupati nella loro esperienza lavorativa precedente né come lavoratori dipendenti, né come imprese familiari, ecc.

Requisiti d’accesso

In particolare, le caratteristiche che si devono possedere per poter accedere a questa riduzione, che sono consultabili anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sono:

  • Il titolare dell’attività non abbia svolto, nei tre anni precedenti dell’inizio dell’attività, attività d’impresa anche in forma associata o familiare;
  • L’attività intrapresa non deve essere in alcun modo una continuazione di un’attività precedentemente svolta sia sotto forma di lavoro autonomo (da questo caso sono esclusi i periodi di pratica obbligatori per poter esercitare arti o professioni);
  • Nel caso in cui venga rilevata un’attività già avviata da un altro soggetto, si deve verificare che l’ammontare di incassi generati l’anno precedente dall’attività, siano in linea con quelli richiesti per aderire al Regime forfettario.

Ricordiamo che l’agevolazione della riduzione dell’aliquota al 5% vale solo per i primi 5 anni, dal sesto in poi si avrà l’obbligo di applicare l’aliquota piena, ovvero del 15%.

NOTA BENE: non sono previsti limiti di età per poter applicare l’aliquota al 5%.

Per avere informazioni sui servizi di consulenza contattaci

Regime forfettario guardia medica

Regime forfettario guardia medica: limite di ricavi

Per poter avere la possibilità di accedere al Regime forfettario, si deve rispettare un unico requisito d’accesso richiesto per tale Regime ed inoltre non deve rientrare nelle cause di esclusione previste.

L’unico limite previsto per poter accedere al Regime forfettario è rappresentato dal non superamento dei 65.000 euro di ricavi conseguiti dalla tua attività d’impresa nell’anno precedente. Questo ammontare di ricavi come limite risulta uguale per tutti i tipi di attività.

Inoltre, la Normativa sul Regime forfettario prevede anche delle cause di esclusione, qualora rientri in queste cause di esclusione non potrai usufruire del Regime forfettario neanche se i tuoi ricavi siano inferiori ai 65.000 euro.

Regime forfettario guardia medica: imposta agevolata al 5%

Coloro che aderiscono al Regime forfettario sono soggetti al pagamento obbligatorio dell’imposta sostitutiva.

L’imposta sostitutiva è un’unica imposta di un’unica aliquota che comprende tutte le imposte solitamente pagate negli altri Regimi fiscali come l’Irpef, Irap e le addizionali.

L’aliquota standard dell’imposta sostitutiva è del 15% ma in alcuni casi si può accedere all’aliquota ridotta del 5%.

In quali casi si può applicare l’aliquota di imposta sostitutiva al 5%?

Innanzitutto, bisogna precisare che per poter applicare l’aliquota agevolata al 5% non è presente alcun limite di età

Potrai applicare l’imposta sostitutiva agevolata al 5% nei casi in cui:

  • Nei tre anni precedenti all’apertura della Partita Iva non hai svolto attività di impresa né in forma associata e né in forma familiare;
  • L’attività da te svolta non rappresenti la continuazione di un’attività da te svolta sia come lavoratore dipendente che come lavoratore autonomo (da questo caso sono esclusi i periodi di pratica obbligatoria per poter effettuare una determinata professione);
  • Rilevi un’attività in precedenza svolta da un terzo, quest’attività deve necessariamente aver rispettato nel corso dell’anno precedente i limiti per poter accedere al Regime forfettario.

NB: Ricordati che l’agevolazione della riduzione dell’aliquota al 5% vale solo per i primi 5 anni, dal sesto in poi si avrà l’obbligo di applicare l’aliquota piena, ovvero del 15%.

Puoi approfondire gli aspetti legati all’imposta sostitutiva agevolata al 5% all’interno dell’articolo seguente: Regime forfettario imposta sostitutiva 5%